Cosa studio?

Buona sera lettori 🙂

Oggi vorrei parlarvi non di libri o fumetti che ho letto o che sto leggendo, ma vorrei parlarvi un pò di me, in particolare del mio percorso di studi, ovvero l’altra mia grande passione: l’Archeologia.

Ebbene sì, sono iscritta al primo anno di magistrale di Archeologia dopo una laurea triennale in Conservazione dei Beni Culturali percorso Archeologico. In quanti da piccoli sognavate di fare l’archeologo, di girare il mondo con zaino in spalla pronti ad andare in missione nei posti più misteriosi per trovare enormi tesori, scavare dinosauri e mummie, affrontando mille peripezie? E’ quindi giunto il momento di dirvi che No, l’Archeologia non è questo. Ma partiamo con ordine in base al mio percorso di studi.

Sono sempre stata interessata alla storia antica sin dai primi anni dell’adolescenza, mi piacevano i Musei ma soprattutto i parchi archeologici, quindi proprio i luoghi in cui si svolgeva la storia. Così quattro anni fa ho intrapreso questo bellissimo corso di studi in Conservazione dei beni culturali. Nel Dipartimento che frequento il percorso si divide in Storia dell’Arte e Archeologia ed io ho optato per la seconda. Alla triennale quindi ho avuto sin da subito a che fare con la materia, in maniera più generale nei primi due anni con corsi base (quali Storia Greca, Storia Romana, Storia Medievale, Archeologia Classica, Archeologia Medievale, Topografia, Etruscologia) intervallati con corsi comuni ai due percorsi (Letteratura Italiana, Letteratura Greca, Geografia, Lingua Inglese e Lingua Francese); è solo al terzo anno ho frequentato esclusivamente corsi mirati per il mio percorso di studi (Numismatica, Catalogazione dei Beni Culturali, Museologia, Tecnica di Scavo, Restauro dei Manufatti Archeologici, Archeologia Cristiana).

Ma ovviamente l’Archeologo non può e non deve consultare solo le fonti scritte, quindi non può stare chino sui libri a studiare, ma come mi disse un mio professore “L’Archeologo si forma sul campo”. Ed è per questo che il Dipartimento che frequento offre l’opportunità a noi studenti di partecipare a campagne di scavo organizzate da alcuni nostri docenti. Il primo anno non ho preso parte a nessuno scavo perchè, per una mia distrazione, non ho inviato in tempo la domanda di partecipazione. Il secondo anno ho partecipato alla terza campagna di scavo presso Monte Santa Croce (Piana di Monte Verna CE) e in questa occasione ho svolto anche il mio tirocinio. Il terzo anno invece ho partecipato alla seconda campagna di scavo a Pompei presso il Tempio di Apollo. E’ stato proprio in queste occasioni che ho compreso cosa sia veramente l’Archeologo. (Se vi piace l’idea cercherò di parlarvi, in un altro momento, delle campagne di scavo, dello scavo vero e proprio e di come si svolge il lavoro dell’Archeologo)

Tornando al percorso di studi, il 21 Marzo del 2017 mi sono quindi laureata  discutendo una tesi in Archeologia Classica sulla decorazione frontonale dei Templi Greci in età arcaica e classica. Dopo la laurea, lo scorso settembre ho intrapreso, sempre presso lo stesso Dipartimento, il corso di studi Magistrale in Archeologia. Per questo primo semestre ho seguito tre dei cinque corsi previsti per il primo anno: ovvero Archeologia Tardo Antica, Urbanistica del Mondo Greco e Numismatica. Avendo seguito la triennale presso lo stesso dipartimento già conosco la maggior parte dei professori e questo ha sicuramente reso più semplice l’approccio con le nuove materie.

Ora sono in piena sessione invernale, ho sostenuto il primo esame in Archeologia Tardo Antica la settimana scorsa e sto studiando per i prossimi (si spera) due esami.

Con questo post ho cercato di illustrarvi quello che è il mio percorso universitario. Se vi piace l’idea vorrei quindi approfondire questo discorso, anche perchè nel blog vorrei parlavi anche di Archeologia e vorrei quindi farlo partendo proprio dalle materie che studio.

Alla prossima

Francy 🎈

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L’età della convivenza. Dosei Jidai di Kazuo Kamimura

Buondì lettori 🙂
Oggi vi parlo di un manga che mi ha rapito ed emozionato tantissimo. Si tratta di Dosei Jidai “L’età della Convivenza” di Kazuo Kamimura distribuito in Italia da J Pop in tre volumi.

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Titolo Originale: Dosei Jidai
Autore e Disegnatore: Kazuo Kamimura
Genere: Seinen
Editore: J Pop
Numero Volumi: 3
Stato: Completo
Anno di pubblicazione: 2017

 

Acquistabili qui:
Primo Volumehttp://amzn.to/2FGa7Uy
Secondo Volumehttp://amzn.to/2mycrEw
Terzo Volume: http://amzn.to/2B2NvtY

Trama: Kyoko e Jiro vivono insieme a Tokyo senza essere sposati. Lei lavora come grafica in un’agenzia di pubblicità, lui ha appena iniziato a lavorare come illustratore. Insieme affrontano le difficoltà di una vita di coppia e dei problemi quotidiani con amici e famiglie all’alba dei moti studenteschi e di una rivoluzione sociale.

La mia recensione:

Quando scoprì il primo volume la scorsa estate non sapevo cosa aspettarmi: una storia d’amore tra due ragazzi che convivono, pensavo. In realtà c’è molto di più. Ma partiamo con ordine.

I protagonisti della storia sono Kyoko una ragazza di 21 anni, e Jiro un giovane uomo di 23 anni. Lei lavora come designer in un’agenzia pubblicitaria, lui come illustratore freelance: ora vivono insieme in un piccolo appartamento di Tokyo.

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Sin dalle prime pagine è palpabile la differenza tra convivenza e matrimonio, il più delle volte è proprio questa “mancanza di ufficialità” del loro rapporto a mettere in crisi la giovane coppia.

La convivenza è anch’essa a tuti gli effetti protagonista del manga. Spesso i personaggi secondario della narrazione mettono i giovani davanti alla loro scelta “irresponsabile” di non sposarsi. I protagonisti stessi non potranno fare a meno di sentirsi più volte in profonda crisi per il loro stato di perenne transizione fra giovinezza e l’età adulta: il matrimonio verso cui sono spinti però prescinde dall’affetto, si tratta semplicemente dell’assolvimento di un dovere verso la collettività.

I due giovani si trovano quindi, più volte, a mentire sul loro rapporto con amici e familiari.

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L’autore ci racconta anche dubbi ed errori di questa giovane coppia: una frase ricorrente di questo manga è proprio:

L’amore è sempre pieno di errori. Se c’è bellezza nell’amore lo si deve agli errori commessi da un uomo e una donna. Se l’amore finisce sempre tra le lacrime è perché fin dall’inizio ne è stato la dimora.

Questa frase viene ricordata da Kamimura in molti dei 75 capitoli del manga; capitoli che sono quasi sempre autoconclusivi all’inizio, ma da un certo punto viene poi a definirsi una sorta di trama. Frequente è anche l’uso di metafore visive che esplicano spesso i sentimenti dei due protagonisti, specialmente quelli di Kyoko.

E’ infatti lei la protagonista di l’Età della Convivenza: la maggior parte dei capitoli del 1° e 3° volume vengono infatti narrati dal suo punto di vista. Conosciamo la sue insicurezza, le sue paure, i suoi desideri ma anche la sua fragilità e le sue riflessioni.

Il rapporto tra Kyoko e Jiro, così indefinito e fragile, le loro sfuriate, il loro volersi bene, le loro angosce di giovani alla ricerca di un posto nel mondo ne hanno fatto la coppia emblema del disagio e della follia d’amore. Una storia di vicinanza che li spingerà però a staccarsi.

Il mio voto: 🌸🌸🌸🌸🌸

Francy 🎈

Disney – Pixar Coco (2017)

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Lo so che non dovrei amare la musica ma non è colpa mia. La musica è nelle mie vene. (Miguel)

Il 28 Dicembre è arrivato  al cinema il nuovissimo lungometraggio Disney Pixar COCO. Una festa di colori e di musica, una celebrazione della vita che farà divertire, ridere, emozionare e piangere.

Miguel ha dodici anni e la musica nel sangue, ma nella sua famiglia ogni forma di musica è bandita da quando la trisavola Imelda fu abbandonata dal marito chitarrista e costretta ad occuparsi da sola della figlia Coco. Nel Día de los muertos, deciso a partecipare ad un concorso musicale, sottratto della propria chitarra, Miguel decide di rubarla dalla cappella del suo trisavolo, il cantante Ernesto de la Cruz, gloria nazionale, ritrovandosi così a passare dal regno dei vivi a quello dei morti.

Il protagonista del film è un bambino che vuole ribellarsi alla storia della famiglia: fare musica e abbandonare il mestiere di calzolaio. Ma la sua famiglia lo tiene prigioniero in quella professione.

La storia raccontata da Coco, il nome della bisnonna del giovane Miguel, è una storia potente, profonda e complessa, costruita tutta da piani sovrapposti in cui l’azione e la scoperta procedono di pari passo. Diverso eppure di famiglia, è questo l’effetto che fa Coco alla prima visione. Risuona infatti un’aria di famiglia con echi di Inside Out: anche qui il film ha il suo momento più terribile nel concetto di scomparsa assoluta, unica possibile metafora di quel che è davvero per noi la morte.

COCO

L’immersione dei creatori di Coco nell’universo messicano del Dìa de Los Muertos è un’immersione totale, che ingloba la storia ma anche l’aspetto visivo. Coco fa però una cosa importante, che non ha solo a che vedere con un lavoro di reale esplorazione di un’altra cultura, ma con un’incursione in un territorio misterioso, il post mortem, che è un luogo della vita di tutti, adulti e bambini.

D’altra parte i temi su cui si fonda questo lungometraggio sono molto diversi. Si parla di avventura, coraggio e ricerca di se stessi, ma anche comprensione delle proprie origini e l’importanza di quei legami, del ricordare, portare vivo nel proprio cuore il ricordo di chi abbiamo amato. Fondamentale è anche la tematica del viaggio inteso come elemento di crescita, al termine del quale i personaggi avranno imparato una lezione molto importante, che li aiuterà a maturare e a trovare il proprio posto nel mondo. Nell’aldilà Miguel dovrà affrontare un viaggio complesso fatto di scelte, di affermazione, ma dovrà anche capire che non sempre le apparenze sono oro colato e che, molto spesso, la verità è ben più complessa e articolata di quello che possa sembrare.

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Preparatevi ad un film in cui si balla, si canta, ci si emoziona ridendo e anche piangendo. COCO stringe il cuore di ogni spettatore conducendolo per mano lungo lo stesso viaggio intrapreso da Miguel.

 

 

Brian Selznick_La straordinaria invenzione di Hugo Cabret_Recensione

Buondì lettori 🙂 Eccomi con una nuova recensione: il libro di oggi è La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, di Brian Selznick. Ho iniziato a leggere questo libro gli ultimi giorni del 2017 e l’ho finito di leggere l’altra sera, quindi è un ultimo/primo libro dell’anno. Di seguito la scheda del libro, la trama e come sempre, la mia recensione. Buona lettura 🙂

 

 

Titolo: La straordinaria invenzione di Hugo Cabret
Autore: Brian Selznick
Genere: Storico-drammatico
Editore: Mondadori
Prezzo: 16,00 euro
Pagine: 542
Anno di pubblicazione: 2007

 

Acquistabile quihttps://www.ibs.it/straordinaria-invenzione-di-hugo-cabret-libro-brian-selznick/e/9788804614159

Trama: La luna, le luci di una città, una stazione affollata, due occhi spaventati. Le immagini a carboncino scorrono come in un cinema di carta fino a inquadrare il volto di Hugo Cabret, l’orfano che vive nella stazione di Parigi. Nel suo nascondiglio segreto, Hugo coltiva il sogno di diventare un grande illusionista e di portare a termine una missione: riparare l’automa prodigioso che il padre gli ha lasciato prima di morire. Ma, sorpreso a rubare nella bottega di un giocattolaio, Hugo si imbatterà in Isabelle, una ragazza che lo aiuterà a risolvere un affascinante mistero in cui identità segrete verranno svelate e un grande, dimenticato maestro del cinema tornerà in vita.

La mia recensione: Parigi, anni Trenta: un bambino più grande della sua età sopravvive a stento rischiando la vita. E’ il piccolo orfano Hugo Cabret che, dopo la morte dello zio, manutentore degli orologi della stazione, sostituisce di nascosto lo zio nel suo lavoro, vivendo in un nascondiglio nella stazione ed è quindi costretto a rubare per sopravvivere. Ma Hugo non è solo un ladruncolo, lui ha un sogno nel cassetto. Suo padre gli ha lasciato un meraviglioso automa, trovato in una soffitta di un museo, sopravvissuto ad un incendio nel quale l’uomo perde la vita. 

Immagine correlataRimasto solo, unico scopo della vita di Hugo è quello di riparare l’automa, e per ripararlo ha bisogno di piccoli e complicati ingranaggi che sa di poter trovare all’interno dei giocattoli. Hugo decide così di rubarli ad un negozio di giocattoli presente all’interno della stazione. Qui si incontra/scontra con il vecchio proprietario del negozio che, notando i disegni sul taccuino di Hugo, decide di assegnargli dei lavori da svolgere nel negozio come punizione dei furti commessi.

Risultati immagini per la straordinaria invenzione di hugo cabret tavoleE’ da questo incontro/scontro che hanno inizio una serie di fatti legati l’uno all’altro. Entrano nella storia altri personaggi: Isabel, una ragazzina sveglia, nipote del giocattolaio; Etienne, un fantomatico amico; l’ispettore ferroviario. Grazie ad Isabel ed Etienne, Hugo riuscirà a scoprire il mistero che si cela dietro l’automa e su chi lo abbia costruito.

Questa insolita storia è contenuta in un libro di 542 pagine, che alternano parti scritte e parti illustrate: si tratta non di semplici immagini, ma di vere e proprie tavole illustrate che arricchiscono la scena integrandola e completandola. Un libro che fa scatenare la fantasia e che fa sognare il lettore ad occhi aperti. Una Graphic Novel diversa dal suo genere dove le parole e le immagini si intrecciano per creare una trama.

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Il romanzo è scritto molto bene e le tavole sono stupende, però ho trovato un pò di difficoltà a leggerlo, non mi ha preso molto. Prima di scrivere la recensione ne ho lette alcune ed è piaciuto praticamente a tutti, quindi forse il problema è solo mio. Non lo so, non mi ha emozionato tantissimo, l’ho letto un pò controvoglia. Avevo già visto il film tanto tempo fa, quindi a grandi linee conoscevo la storia, però ricordo che anche allora il film non mi fece impazzire. Nonostante ciò voglio esprimere però un commento più che positivo sulle tavole illustrate, veramente molto belle e dettagliate, che in alcune occasioni parlano molto più che delle parole.

Il mio voto: 🌸🌸🌸🌸

Alla prossima

Francy 🌸

My Capricorn Friend

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Scrittore: 
Otsuichi

DisegnatoreMasaru Miyokawa
Numero VolumiVolume Unico

Prezzo: 6,50 euro
Genere: Seinen
Editore: J Pop
Anno di pubblicazione: 2017

 
Acquistabile qui 
http://www.j-pop.it/my-capricorn-friend/4184-my-capricorn-friend.html

Trama: Naoto Wakatsuki, vittima di inumani atti di bullismo, per l’esasperazione finisce per uccidere il suo aguzzino. Sentendosi in colpa per aver sempre assistito ai suoi maltrattamenti senza muovere un dito, Yuya decide di scappare insieme al ragazzo, ma… una scioccante verità li attende alla fine della loro fuga, insieme a un futuro davvero straziante..

Protagonista della storia è Yuya Matsuda, giovane liceale, la cui casa si trova su un’altura attraversata da forti raffiche di vento, per questo sul balcone della sua camera finiscono un’enorme quantità di foglie e altre cose ogni mattina.

Un cucciolo, una girandola e dei documenti: i ritrovamenti sul balcone di Yuya

Yuya ha confidato questo bizzarro segreto solo a Hojo, sua compagna di classe che lo guarda con occhi diversi da un’amica ma che per Yuya è quasi trasparente. La vita del giovane scorre linearmente benchè turbata da atti di bullismo a cui è soggetto un altro studente della sua classe: Naoto Wakatsuki.

Il ragazzino è la vittima prescelta di Akira Kaneshiro uno studente con una terribile reputazione. Yuya e gli altri studenti assistono in silenzio e indifferenti ai maltrattamenti del giovane Naoto. Scrollando le spalle, tirando avanti trattenendo il fiato a testa bassa.

Non dobbiamo immischiarci in certe faccende se vogliamo che la nostra vita scolastica continui a essere serena.

Yuya però in fondo al suo cuore soffre per questo comportamento, e quando una mattina finisce sul balcone della sua camera un articolo di quotidiano del futuro che riporta la notizia di un omicidio e conseguente suicidio dell’assassino, si mette in testa di dover evitare questa tragedia.

Quando la notte dell’omicidio Yuya s’imbatte in Naoto, che con una mazza insanguinata tra le mani come prova, gli confessa di aver ucciso Akira, mettendo da parte i dubbi il ragazzo deciderà di aiutare Naoto a nascondersi. Durante la loro fuga Yuya verrà a conoscenza di una scioccante verità: la realtà non è quello che sembra.

My Capricorn Friend è un manga di genere seinen che affronta due temi legati tra loro e molto importanti, sopratutto per i giovani, ovvero il bullismo e l’indifferenza. I due temi sono legati tra loro perchè il più delle volte, quando si assiste ad atti di bullismo, non si fa nulla per aiutare chi ne ha bisogno. Ed è proprio questo il messaggio che vuole trasmettere My Capricorn Friend: chi tace acconsente e può rendersi complice di un crimine e delle sue dirette conseguenze.

Se Yuya e i suoi compagni avessero denunciato i maltrattamenti subiti da Naoto forse avrebbero potuto evitare la spirale di violenza innescata da una sfacciata indifferenza.

Edito da JPop già la copertina stessa ci anticipa un racconto che si rifà al mito ebraico del capro di Azazel: si tratta di un rito che veniva tenuto realmente. Una volta all’anno, il sacerdote sceglieva due capri, uno da offrire a Dio e l’altro ad Azazel. Il sangue del capro sacrificato a Dio veniva utilizzato per purificare i peccati. Dopo che i credenti avevano confessato le proprie colpe, l’altro capro veniva abbandonato vivo nel deserto dal sacerdote, facendosi carico del peso dei peccati della gente affinchè questa ne fosse libera.

My Capricorn Friend è un manga che che non può mancare nella vostra collezione: è uno di quei manga che una volta finito ti rimane dentro e fa riflettere sul peso delle proprie azioni.

Yuya Matsuda e Naoto Wakatsuki in fuga tra i negozi di Tokyo
Yuya e Naoto tra i negozi di Tokyo, dove si nasconderanno dalla polizia

Il mio voto: 🌸🌸🌸🌸🌸

Alla prossima

Francy 🌸

31 Dicembre 2017

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Buondì lettorii! 😊
Ci siamooo, manca ormai pochissimo alla fine del 2017 ✨
Per me questo è stato un anno FANTASTICO, ricco di bellissime esperienze. 😍
Tra le cose più importanti al primo posto c’è sicuramente la tanto attesa Laurea 🎉🎓
Al secondo posto una cosa successa da poco ma che progettavo da un pò, ovvero l’apertura del mio blog 📚 e tutto ciò è stato reso possibile anche grazie a voi che mi seguite in tantissimi 😍 Vi Adoro!
Al terzo posto il viaggio che sognavo da tutta una vita (tipo da quando avevo sette anni) nella mia città preferita: Londra 🇬🇧😍
🔝La Top3 potrebbe anche continuare perchè questo è stato veramente un anno unico!
📚 Tirando invece le somme dei libri/manga letti quest’anno, sono molto soddisfatta anche di questo: 83Libri e ben 202 tra Graphic Novel e Manga 😍
Con questa foto librosa (non potete capire quanto tempo ci abbia messo per risistemare i libri ahahah) voglio augurarvi un anno nuovo ricco di tantissime cose belle 😘🎉❤

Francy ❤

Orange Volume 6

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Eccoci qui con una nuova recensione, quella di oggi sarà su un manga che io adoro, ovvero: Orange di Ichigo Takano.

Titolo originale: オレンジ Orenji
Prezzo: 6,90 euro
Genere: shojo, seinen
Editore: Flashbook
Data di pubblicazione: Dicembre 2017

Acquistabile qui:
http://flashbook.fumetto-online.it/flashbook-orange-6-c73206000060.php

Da diversi anni seguo il manga Orange della mangaka Ichigo Takano, un’opera che ho amato sin dalla prima pagina. Per chi non conoscesse l’opera lascio qui la trama, a grandi linee, dei primi cinque volumi.

Trama: Nella primavera dei suoi 16 anni, Naho Takamiya riceve una lettera da se stessa 10 anni nel futuro. All’inizio Naho pensa che si tratti di uno scherzo, ma cambia idea quando gli avvenimenti che vengono descritti nella lettera accadono veramente, tra cui il trasferimento di un nuovo studente, Kakeru Naruse. La lettera finisce con la preghiera della Naho del futuro alla Naho del passato di prendersi cura di Kakeru perché, con suo grande rimorso, nel futuro lui non ci sarà più.

Uscito l’anno scorso il volume 5 si annunciava come la conclusione del manga. In effetti la storia si conclude proprio con il quinto volume. Quindi la domanda che è sorta spontanea a chi, come me, segue Orange è stata: se la storia è conclusa di cosa si parlerà nel sesto volume? Sono stata molto contenta quando ho saputo della pubblicazione di un sesto volume ed ero molto curiosa di immergermi ancora una volta nelle favolose ed emozionanti vicende di Orange, ma di cosa parla?
Il volume comprende “Orange. Il futuro” e “Orange. Hiroto Suwa”
Nel primo capitolo si fa riferimento a cosa accade ai protagonisti “del passato” dopo il salvataggio di Kakeru: li vediamo cresciuti e riuniti per il compleanno del piccolo Hura.
Il secondo, terzo e quarto capitolo ruotano intorno alla figura di Suwa. Si ritorna indietro nel tempo, prima delle lettere, quando Kakeru è morto, mentre la vita per Naho, Suwa e gli altri prosegue.

Ho apprezzato tantissimo il fatto che la mangaka abbia narrato le vicende dal punto di vista di Suwa. Però quello che, dal mio punto di vista, ne consegue è un commento negativo 😦 Sebbene le vicende ruotino intorno a Suwa, l’assenza di Kakeru è sempre percepibile. Dietro ogni azione di Suwa nei confronti di Naho, c’è sempre Kakeru. Ciò mi ha portato a considerare Suwa un personaggio vuoto senza personalità, e questo mi ha lasciato un pò con l’amaro in bocca perchè era il mio personaggio preferito.
Quindi tirando le somme: questo sesto volume mi è piaciuto? Si e No, 50 e 50 :/
C’era veramente bisogno di un sesto volume? E’ vero che la storia è conclusa nel quinto (come scrive la stessa mangaka) però è stato bello leggere queste storie extra.
Consiglio di leggerlo? ASSOLUTAMENTE SI! Anzi se non avete ancora letto i precedenti cinque volumi vi consiglio vivamente di farlo 🙂

Alla prossima
Francy 🙂

 

Alwyn Hamilton_Rebel. Il deserto in fiamme_ Recensione

Salve lettori! 🙂 Ho scoperto solo recentemente, dopo due anni dalla pubblicazione del primo volume, la serie Rebel della scrittrice canadese Alwyn Hamilton. Il romanzo di cui vi parlerò oggi è infatti il primo volume della trilogia, ovvero “Rebel. Il deserto in fiamme”. Ad essere sincera non mi aspettavo nulla di nuovo da questo romanzo: “E’ un fantasy, avrà a grandi linee la stessa struttura e tematiche di tutti i fantasy” ho pensato. E invece no, si è rivelato molto originale e appassionante.

Se siete stanchi del solito fantasy, ma questo genere non vi ha ancora stufato, in Rebel vi troverete in un mondo completamente diverso, con un’ambientazione da Mille e una notte.

Rebel. Il deserto in fiamme
di Alwyn Hamilton

Titolo originale: Rebel of the Sands
Serie: Rebel of the Sands #1
Prezzo: 17,00 euro
Pagine: 368
Genere: fantasy, young adult
Editore: Giunti (collana Waves)
Data di pubblicazioneOttobre 2015

Trama:

Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento. Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa infatti a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, uno straniero sfrontato, misterioso e affascinante. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il sultano di Miraji e il figlio in esilio, il principe Ribelle. Presto i due si troveranno a scappare attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: come i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifci destrieri per chi abbia l’ardire di domarli; i giganteschi rapaci Roc; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e sacerdoti capaci di leggere i ricordi altrui nell’acqua… Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta di quanto pensassero. Amani dovrà decidere se unirsi alla rivoluzione e capire se davvero quello che vuole è lasciarsi alle spalle il suo deserto.
<<“Tu sei questo paese, Amani” disse a voce più bassa. “Sei la cosa più viva che ho incontrato in questo posto. Tu sei fuoco e polvere da sparo, il dito sempre pronto a premere il grilletto.”>>
La mia recensione:
 Come accennavo prima ho conosciuto questa serie solo recentemente, in quanto è da poco uscito il terzo ed ultimo volume della serie e quindi molto discusso. Sentendone parlare molto bene, sono stata molto curiosa di leggere questa serie così tanto amata.
All’inizio ero molto scettica e mai come questa volta vale il detto “Mai giudicare un libro dalla copertina”.
Un’ambientazione straordinaria ricca di dettagli, un mondo e personaggi fantastici diversi dai soliti, sono le caratteristiche che fanno di questo romanzo un fantasy imperdibile.

Siamo a Dustwalk, una piccola città immersa nel deserto. Qui vive Amani, che rimasta orfana, vive con gli zii e i vari cugini. Ma la sua vita è tutt’altro che felice: è cresciuta in un ambiente in cui la donna è costretta a subire le discriminazione degli uomini; la zia spesso la maltratta, mentre lo zio vorrebbe farne una delle sue tante mogli. Amani da sempre sogna di fuggire da quel luogo e di raggiungere la capitale del regno, Izman, dove è convinta di avere una vita migliore, grazie al suo talento eccezionale con le pistole.

Quando una sera travestita da uomo, si infiltra in una gara di tiro, fa la conoscenza di un ragazzo, Jin, un giovane straniero denominato il Serpente dell’Est. Amani non sa chi sia questo ragazzo, ma lo rincontrerà in un’altra occasione e capirà che lui sembra poterle offrirle la possibilità che ha sempre cercato, quella di fuggire da Dustwalk per sempre. E così dopo aver catturato un leggendario cavallo Buraqi, Amani decide di fidarsi dello straniero e di fuggire con lui alla volta di un’avventura senza eguali.

Ma Amani non è semplicemente il Bandito dagli occhi blu perchè in quegli occhi così intensi si nasconde il segreto della sua vera natura.

Il deserto fa da sfondo a questa storia, ma è un deserto ricco di racconti meravigliosi. Storie di Buraqi, cavalli di sabbia e vento in grado di correre senza sforzo. Storie di Skinwalker e Gul, esseri che trasformano il loro aspetto e ombre che divorano gli esseri umani. Storie di Djinni, creature capaci di straordinarie magie.

In questo magico e affascinante contesto, l’autrice inserisce una vicenda politica, una diatriba tra il Sultano del Miraji e uno dei suoi figli, da tempo esiliato, il Principe Ribelle. Amani si troverà invischiata in questa storia e darà il suo contributo per salvare le persone che ama.Accanto a lei Jin, un autentico mistero per gran parte del romanzo, di cui si sa ben poco. Amani invece non è il classico di ragazza “donzella in pericolo”, ma è coraggiosa, scaltra e intraprendente. Ha imparato a sparare da piccola e quest’arte la rende più sicura e viva.

Mentre la prima parte del romanzo scorre in maniera piuttosto veloce, (c’è un punto in cui, tra un capitolo ed un altro, sono passati due mesi e questo fatto mi ha lasciato un po con l’amaro in bocca perchè l’autrice non fa nessun riferimento alle vicende accadute in questi due mesi) la seconda parte del romanzo si arricchisce di azione e di personaggi, molti dei quali dotati di poteri fantastici.

Verdetto finale: un romanzo fantasy sicuramente originale, molto scorrevole e ricco di dettagli. Consigliato tantissimo a chi, come me, dopo due anni, non lo avesse ancora letto.

Voto: 🌸🌸🌸🌸

Alla prossima

Francy ❤

Paullina Simons_Il Cavaliere d’inverno_Recensione

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    Salve cari lettori 🙂 Il momento, per alcune di voi che mi hanno scritto su instagram, è finalmente giunto: ovvero la recensione de “Il Cavaliere d’inverno” di Paullina Simons, primo di una trilogia (Tatiana e Alexander e Il giardino D’estate sono i successivi). Ho scoperto questo libro un paio di mesi fa, quando sui social lo vedevo pubblicato praticamente ovunque. Ma c’è sempre stato qualcosa che mi spingeva a non acquistarlo, e quel qualcosa è il quadro storico in cui è ambientata la storia. Non mi piacciono molto le storie ambientate, appunto, durante la seconda guerra mondiale, ed anche per questo, per esempio, che non ho mai letto Suite FranceseStoria di una ladra di libri.

    Cosa mi ha spinto quindi a comprarlo e a leggerlo? Non lo so. Era il Black Friday e stavo acquistando libri sul Libraccio e ho visto il libro in questione nella sezione “libri usati” e mi son detta “Perchè no? Mal che vada lo scambio su acciobooks” e quindi l’ho comprato. Dopo averlo letto mi sono ricreduta veramente tanto su questo genere, non lo scambierò nè mò nè mai, ma anzi ho già ordinato gli altri due volumi.

Titolo: Il Cavaliere d’inverno  (The bronze horseman #1)
Traduttori: Fochi L., Del Moro F.
Anno prima edizione: 2003
Autore: Paullina Simons
Collana: Bur narrativa
Numero Pagine: 700
Editore: Rizzoli
Prezzo: 10,00 €

Trama

    Leningrado, estate 1941. Tatiana e Dasha sono sorelle e condividono tutto, perfino il letto, nella casa affollata dove vivono con i genitori. Una mattina il loro risveglio è particolarmente agitato: Dasha ha un nuovo innamorato e non vede l’ora di raccontare tutto a Tatiana. Ma un annuncio alla radio manda di colpo in pezzi la loro serenità: il generale Molotov sta comunicando che la Germania ha invaso la Russia. E’ la guerra. Uscita per fare scorte di cibo, Tatiana incontra Alexander, giovane ufficiale dell’Armata Rossa, e tra loro si scatena un’attrazione irresistibile. Ancora non sanno che quell’amore è proibito per entrambi e potrebbe distruggere per sempre ciò che hanno di più caro. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa micidiale, riducendola allo stremo, la dolce Tatiana e il valoroso Alexander troveranno nel legame segreto che li unisce la forza per affrontare avversità e sacrifici. Con la speranza di un futuro migliore.

La mia recensione

    Tatiana Metanova ha solo diciassette anni quando in una calda giornata di Giugno del 1941 la radio annuncia che Hitler ha invaso la Russia. Per la giovane ragazza, con capelli biondi e tutta lentiggini, è quasi una lieta notizia: finalmente qualcosa di eccitante scuoterà la vita della sua numerosa famiglia. Ancora non sa che la situazione sconvolgerà l’intero paese e anche la sua famiglia.
Ma in quella calda giornata di Giugno, mentre i tedeschi attaccano la Russia, qualcosa di meraviglioso accade a Leningrado. Nel suo vestito migliore, alla fermata dell’autobus, mentre mangia un gelato, Tatiana incontra Alexander, giovane ufficiale dell’Armata Rossa. E mentre intorno a loro infuria la guerra, guardandosi negli occhi, Tatiana e Alexander, si innamorano perdutamente l’uno dell’altra.
    Il loro sarà un amore struggente e messo a dura prova non solo dal fato, ma anche dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Nei cuori di Tatiana e Alexander infuria una guerra a cui sopravvivere è ancora più difficile. Una lotta contro il destino, contro il tempo, contro la guerra stessa. E’ stupefacente come la Simons abbia costruito in maniera tanto realistica sia i due protagonisti ma anche gli eventi e l’ambientazione stessa: sembra di essere lì al freddo, al buio, sotto i colpi dei tedeschi e di sentire tutto il freddo e la fame dei protagonisti.
    Il cavaliere d’inverno è quel genere di libro che, nonostante le settecento pagine, si legge tutto d’un fiato. Apprezzo infatti, la fluida narrazione della Simons che, ricca di descrizioni e particolari, cattura il lettore coinvolgendolo negli eventi della narrazione.
Ho amato la forza e il coraggio di Tatiana, che da ingenua ragazza si trasforma nella marmorea colonna su cui l’intera famiglia si appoggia. Assistere a questa sua maturità e alla sua capacità di lottare fino alla fine, è un’esperienza unica ed emozionante.
E poi c’è Alexander. Fiero uomo d’onore e ragazzo follemente innamorato, difensore della patria ma anche protettore di un segreto che potrebbe mettere a rischio la sua vita e quella dei suoi cari. Ma farà di tutto per tenere la famiglia di Tatiana in vita.
    Un amore, un romanzo struggente, indimenticabile, avvincente, che ti prende dalla prima all’ultima pagina.

Il mio voto: 🌸🌸🌸🌸🌸

Alla prossima

Francy ❤